Il Servizio di Medicina Nucleare è parte integrante dell'attività clinica e di ricerca dell'Endocrinologia. L'attività diagnostica e terapeutica si svolge ogni giorno in stretta collaborazione con gli endocrinologi. Questa integrazione, insieme all'ampia disponibilità di radioiodio (I-131, usato nella terapia dell'ipertiroidismo e del tumore differenziato della tiroide), ha contribuito a fare dell'Endocrinologia pisana un centro di riferimento per le malattie della tiroide.
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Medicina nucleare diagnostica
Tocca una prestazione per sapere di cosa si tratta.
Si assume per bocca una piccola dose di iodio radioattivo e, dopo alcune ore, si ottiene l'immagine della tiroide. Serve a studiare ipertiroidismo e noduli.
Dopo una piccola iniezione in vena si ottiene in pochi minuti un'immagine della tiroide che mostra le zone più o meno attive. È utile per distinguere i noduli «caldi» da quelli «freddi» e per capire la causa di un ipertiroidismo.
Immagine di tutto il corpo dopo una dose di iodio radioattivo, nei pazienti operati per tumore della tiroide. Mostra eventuali residui di tessuto tiroideo o localizzazioni della malattia; si fa come controllo o dopo la terapia con radioiodio.
Immagini del collo acquisite dopo un'iniezione in vena: individuano la paratiroide che produce troppo paratormone e aiutano il chirurgo a programmare l'intervento.
Dopo un'iniezione in vena mostra le zone dello scheletro dove il ricambio dell'osso è aumentato. In endocrinologia si usa soprattutto per cercare localizzazioni ossee di tumori e in alcune malattie dell'osso.
Usa una sostanza simile alla somatostatina, che si lega ai tumori neuroendocrini: mostra dove si trovano ed eventuali localizzazioni a distanza, e aiuta a scegliere la terapia.
La scintigrafia delle ghiandole salivari ne valuta il funzionamento, che può ridursi dopo il radioiodio. Il test al perclorato studia come la tiroide trattiene lo iodio, in alcune forme di ipotiroidismo congenito o di gozzo.
Medicina nucleare terapeutica
La terapia con radioiodio (I-131) si esegue in day hospital per dosi inferiori a 600 MBq e in ricovero protetto per dosi superiori. In day hospital viene trattata la maggior parte degli ipertiroidismi.
In ricovero protetto vengono trattati:
- i pazienti con ipertiroidismo che necessitano di dosi superiori a 600 MBq
- i pazienti con carcinoma della tiroide, per l'ablazione del residuo tiroideo post-chirurgico o la distruzione di metastasi
- i gozzi nodulari di grandi dimensioni, nei pazienti con controindicazioni all'intervento chirurgico